RAFAEL Y. HERMAN @ Fondazione Sant’Elia

RAFAEL Y. HERMAN
ESSE
22 April – 22 June 2022
Palazzo Sant’Elia | PALERMO – Via Maqueda 81

 

Luoghi vergini, genuini, liberi. Dove la luce non è una lama e non condiziona la visione,
dove la mancanza si può leggere come una lavagna incorrotta. E’ stato stimato che l’83
per cento delle persone nel mondo vive sotto cieli inquinati dalla luce, che 1/3 non vedrà mai la Via Lattea: con Rafael Yossef Herman [Be’erSheva, 1974] l’oscurità diventa
una tela e, nello stesso tempo, un monito per la salvaguardia dell’ambiente perfetto, un
messaggio di sostenibilità che sgorga dalla sua ricerca artistica negli ultimi 15 anni.
Herman ha sviluppato un metodo che usa il buio come fonte di luce, utilizzando la fotografia come supporto. E che proprio per questo, ha portato a un’attenzione più importante verso l’inquinamento luminoso: quelle di Herman, sono opere concettuali alla
ricerca di realtà assoluta, scarnificata, non adulterata. In Italia tra i pochi siti in cui c’è
un’oscurità naturale ci sono Valle d’Aosta e le Madonie, in Sicilia, non contaminate
dall’inquinamento luminoso: la speranza parte da qui. E’ nata così ESSE – nella visione
grafica, una grande S rovesciata in orizzontale, lettera che richiama l’Isola, ma anche il
segno incompleto dell’Infinito, uno sguardo diverso sul soggetto – esposizione che si
inaugura con un midnight vernissage alle 00.00 del 22 aprile alla Fondazione
Sant’Elia di Palermo dove resterà due mesi, anticipando le prossime esposizioni a
New York, Stoccolma e New Delhi.
Dopo una pausa di due anni, Rafael Y. Herman ritorna con una grande personale a Palermo sulla scia del suo ultimo progetto, ancora in corso: l’artista è partito alla ricerca
di luoghi selvaggi, remoti, siti non inquinati dalla luce, lontani da centri abitati, grandi o
piccoli: cime di montagne, isole più piccole, mare, luoghi comunque vergini, una Sicilia
del tutto inedita, invisibile tramite l’occhio nudo carico di immagini del quotidiano.
Soltanto in questi luoghi – che divengono sempre più introvabili – Herman riesce a
trovare le condizioni per far nascere le sue opere.
La mostra alla Fondazione Sant’Elia è patrocinata dal Ministero della Transizione
Ecologica, dal Regione Siciliana, dal Comune e dalla Città Metropolitana di
Palermo; specifici appuntamenti sono organizzati in collaborazione con la Fondazione Teatro Massimo e l’Università degli Studi di Palermo.
Il piano nobile del seicentesco Palazzo Sant’Elia accoglie una selezione di opere che
racconta lo srotolarsi della visione di Herman, immergendo il pubblico in sensazioni
simili a quelle che l’artista vive durante il suo processo creativo: pezzi inediti, e altri
già esposti in varie sedi museali o parte di collezioni private. A questi si aggiungerà,
come ultimo episodio della narrazione, la serie site-specific di opere realizzate in Sicilia: è la prima volta che l’artista ha un rapporto con l’isola, ma è anche la prima volta
che lega le sue opere ad un luogo individuabile, finora ha sempre lavorato su siti e dimensioni a-temporali e a-spaziali, inseguendo un linguaggio artistico comune.
Durante ESSE, Rafael Y. Herman continuerà a creare nuovi lavori che andranno ad integrare e modificare la mostra durante il periodo; un crescere dell’esposizione che va
di pari passo con il desiderio dell’artista di creare consapevolezza sul tema
dell’inquinamento luminoso e indurre al cambiamento. Sarà anche lanciata un mese
prima una Call per coinvolgere il pubblico a cui verrà chiesto di segnalare luoghi dove
l’inquinamento luminoso è assente. Durante la mostra, verrà organizzato un public
program a più voci, declinato su arte, musica, tematiche ambientali e dialoghi con il
territorio.
E’ un dialogo profondo e impalpabile quello di Rafael Y. Herman con l’invisibile, con un
mondo che non ha bisogno dell’uomo, e questa è probabilmente la prima certezza
dell’artista: uno scatto coraggioso e solitario. La luce nasconde la realtà, non la mostra:
l’oscurità possiede una sua vita, è un processo autonomo che delinea contorni che si
potevano soltanto immaginare. Nasce così una dimensione nuova, sospesa, immemore
del tempo e dello spazio attorno.
Rafael Yossef Herman attualmente vive a lavora a Parigi.

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