Mario Schifano: Palme sotto le stelle

Una mostra eccezionale, con oltre venti tele di Mario Schifano realizzate negli anni Sessanta che vengono esposte per la prima volta: “Inevitabile viaggio a Marrakesh” e “Compagni” (bacio), del 1968, Oasi (o Palme), fino a “Tutte stelle” del 1967, otto tele – mai viste e mai fotografate ad oggi -, realizzate dall’artista per ricoprire pareti e soffitto di una stanza della principessa Patrizia Ruspoli a Roma, stanza fedelmente riprodotta dove il pubblico potrà entrare per vivere la stessa emozione di allora. Una mostra che riunisce insieme per la prima volta queste opere in un’unica grande narrazione mai sperimentata.

Il 17 aprile a Milano, allo Spazio Roseto, apre la mostra “Mario Schifano. Compagni in un’oasi sotto il cielo stellato”, a cura di Monica Schifano e Marco Meneguzzo, che per la prima volta presenta dipinti realizzati dal grande artista tra il 1966 e il 1968 e mai esposti al pubblico fino oggi: da “Inevitabile viaggio a Marrakesh” a “Compagni” (bacio), del 1968, Oasi (o Palme) del 1967, Senza titolo (palma, stelle, falce e martello), 1967-68 fino a “Tutte stelle” del 1967. “Un unicum, una prospettiva assolutamente nuova nella pur vastissima serie di mostre dedicate all’artista – afferma Meneguzzo, membro della commissione dell’Archivio Opere – con opere di grandi dimensioni, realizzate appositamente per personaggi che come lui stavano vivendo le stesse sensazioni, e mai più esposte da allora…”.

Tutte stelle, otto tele – mai viste, mai fotografate e mai esposte ad oggi – sono state realizzate da Mario Schifano per coprire pareti e soffitto di una stanza (un soppalco) in casa della principessa Patrizia Ruspoli a Roma. Schifano immaginò questo spazio come un luogo immersivo, completamente avvolti dalle stelle in una sensazione di movimento, di leggerezza e di esaltazione dei sensi. La mostra riproduce fedelmente quella stanza realizzata da Schifano, e i visitatori potranno entrarci e vivere le stesse emozioni circondati dalle opere. In catalogo anche l’unica foto d’epoca esistente che ritrae Patrizia Ruspoli in quella stanza, immersa fra i dipinti murali di grande impatto. Schifano si ispirò a esperienze personali, visioni psichedeliche e miti, creando opere che esploravano la dimensione onirica e fantastica della realtà. In particolare, questa serie, riporta l’artista alla sua nascita ad Homs, in Libia, alle notti trascorse da bambino ad ammirare le stelle e le palme. Le stelle, di diverse dimensioni e colori, sono rappresentate in modo vario, alcune luminose e scintillanti, altre più distanti e sfocate. Anche per questo Tutte stelle è considerato uno dei capolavori dell’arte contemporanea italiana ed è rimasto un punto di riferimento per gli appassionati d’arte e gli studiosi di Schifano, a conferma del suo straordinario talento nel trasformare gli spazi attraverso l’arte.

Altro capolavoro esposto per la prima volta è “Inevitabile viaggio a Marrakesh”, polittico composto da otto tele, una delle opere più significative e suggestive dell’artista italiano, appartenente a un ciclo che si ispirò proprio a questo viaggio. Schifano visitò Marrakesh nel 1969 e rimase affascinato dall’atmosfera vibrante e dai colori intensi della città marocchina. Il suo soggiorno a Marrakesh influenzò profondamente la sua produzione artistica successiva, portando alla creazione di opere che riflettevano l’esperienza sensoriale e l’energia della città.

Il percorso della mostra prosegue con un altro inedito, Oasi (palma su fondo rosso e stelle) del 1967 e la serie “Inizio moduloCompagni Compagni” del 1968, imponenti dipinti in cui Schifano è influenzato dalla cronaca del suo tempo. Le opere raccontano dell’energia, della vitalità e dell’azione di quel periodo storico che l’artista fa confluire in sagome che non rappresentano manifesti politici, ma vere e proprie icone di quegli anni. Fra queste anche Compagni (bacio), 1968, mai esposta sino ad oggi.

“La mostra riguarda un periodo breve e intenso di Schifano, che lo vedeva da un lato impegnato a vivere, a condividere e a registrare in pittura i cambiamenti nel costume – a partire dalla conquistata libertà nelle relazioni e dalla liberazione sessuale – dall’altra a sondare i movimenti della contestazione politica, a partire dagli slogan di ispirazione maoista – afferma il curatore della mostra, Marco Meneguzzo -. Tra il 1966 e il 1970 Schifano vive la sua personale rivoluzione producendo cicli di opere come “Tutte stelle”, come Parte alta di notte, “Oasi” (più noto come “palme”) e “Compagni Compagni” esplicito riferimento alla contestazione del ’68. Ma la novità della mostra sta nell’averli messi insieme in un’unica grande narrazione mai sperimentata prima: aver costruito un “super racconto” accostando questi tre temi come fossero le componenti di un unico paesaggio (ben visibile in mostra) costituisce un unicum e una prospettiva assolutamente nuova nella pur vastissima serie di mostre su di lui. Di più, in mostra sono esposte opere di grandi dimensioni, realizzate appositamente per personaggi che come lui stavano vivendo le stesse sensazioni, e mai più esposti da allora, come la stanza “Tutte stelle” – dal pavimento al soffitto un ambiente psichedelico – realizzato per Patrizia Ruspoli”.

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