Lorenzo Puglisi | Natività

Museo Marino Marini

Cappella Rucellai

Piazza San Pancrazio, Firenze

Lorenzo Puglisi | Natività

 a cura di Angelo Crespi 

Dal 23 dicembre 2021 all’11 gennaio 2022 

Opening mercoledì 22 dicembre, ore 17.00

Un dialogo di luce per Natale, al Museo Marino Marini

 Con personali realizzate alla Moore House di Norman Foster a Londra e alla Sagrestia del Bramante a Milano, Puglisi è una delle voci più autorevoli del panorama contemporaneo in Italia

Firenze, 9 dicembre 2021 

 Da Mercoledì 22 dicembre la “Natività” di Lorenzo Puglisi potrà essere ammirata alle spalle dell’altare nella celebre Cappella Rucellai. Il dipinto, appena tornato dall’Art Museum Riga Bourse in Lettonia, dove è stato esposto in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, arriva per la prima volta in Toscana con la curatela di Angelo Crespi.

Nell’anno che il Museo Marino Marini dedica alla luce come elemento centrale della creazione artistica, per celebrare le festività natalizie, Puglisi si confronta con Caravaggio attraverso il tempo e lo spazio, in una sorta di dialogo a distanza, forte di una poetica che trae forza dal contrasto tra toni chiari e scuri, dai corpi che emergono dall’oscurità per sbocciare in un improvviso chiarore.

“Lorenzo Puglisi – scrive Angelo Crespi – dal nero trae alla luce una “Natività” ben comparabile alla celebre (e trafugata) del Caravaggio: pochissimi tratti, in una sorta di rarefazione del gesto, gli sono sufficienti per adombrare la nascita, l’indice dell’angelo puntato a dio, la linea sottile che disegna l’ala, il volto della madonna e del bambino, le mani che tendono dalla madre al figlio in un gesto assoluto che addirittura trascende il modello primigenio”.

Puglisi guarda infatti all’opera di Caravaggio attraverso il filtro della sua personale ricerca pittorica: l’utilizzo diffuso del nero crea uno sfondo di tenebra assoluta, da cui sprigionano fiotti di luce capaci di definire volumi, volti, parti del corpo realizzate con toni di bianchi cangianti screziati di rosso, come delle presenze catturate in un’espressione o in un gesto, in un percorso verso l’essenzialità della rappresentazione denso di rimandi alla storia della pittura.

L’artista individua una linea verticale nella composizione del dipinto originario, lasciandone emergere solo alcuni punti salienti: dalla mano dell’angelo protesa verso l’alto all’ala e alla testa che puntano giù, conducendo lo sguardo verso il volto di Maria e scendendo lungo le sue dita fino al bambino, dove l’energia della vita va misteriosamente a prendere corpo; l’oscurità e poi la luce, insieme in un contrasto e in una complementare ragion d’essere. La dimensione pittorica di Puglisi entra silenziosamente in un luogo senza tempo, la cui bellezza lascia senza fiato, nel cuore di una tradizione secolare di luce, ombra, contemplazione.

 “In un ciclo infinito di vita, nascita e morte, – spiega Puglisi – l’uomo in ogni epoca può solo interrogarsi sul mistero dell’esistenza, sul significato della propria vita: la forte contrapposizione di questi due momenti fondanti per l’essere umano, si ritrovano in questo luogo unico, dove il Tempietto del Santo Sepolcro, capolavoro assoluto di Leon Battista Alberti realizzato in marmi bianco e verde scuro, ci riporta alla caducità inevitabile dell’esperienza dell’uomo, e allo stesso tempo, grazie ai due affreschi al suo interno di Giovanni Piamonte (allievo di Piero della Francesca) ci riporta alla rinascita, alla resurrezione. La Natività dunque, che si ripete ogni anno nella tradizione Cristiana con il Santo Natale, così come nel ciclo naturale del susseguirsi delle stagioni, ma anche come occasione di rinascita sempre possibile, motivo di fede e di speranza nel tempo da venire”.

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