Martini – Leone

Gres smaltato

Cm 58x134x45

1935-36

Gres smaltato, esemplare da stampo, foggiatura a colaggio.

La stagione milanese della ceramica martiniana scaturisce dalla conoscenza con l’ing. Charles Mathon, proprietario degli stabilimenti di Corsico (alle porte di Milano), in cui avviene la lavorazione di materiali refrattari, sanitari e del gres.

Con Mathon nascono progetti martiniani di grandi dimensioni, vere e proprie ceramiche monumentali come queste sculture sedili, in cui i leoni-stilofori dei protiri delle cattedrali romaniche vengono rivisitati in chiave naif, così da consentire una libera variazione sui temi dell’arcaismo scultoreo. La tormentata vicenda delle grandi ceramiche è registrata nelle lettere inedite tra artista e industriale, da dove risulta il grande impegno che entrambi hanno immesso in questo tipo di sculture, la cui riproduzione non è andata al di là della piccola serie (si conoscono tre coppie). La forte stilizzazione perviene a esiti surreali nella giustapposizione della testa tondeggiante e rivolta in alto.

Scheda critica da G. Vianello, N. Stringa, C. Gian Ferrari, Arturo Martini. Catalogo ragionato delle sculture, 1998, n. 400, p. 268.

Esistono fotografie del leone e della leonessa recanti sul retro un certificato della Sig.ra Maria Luisa Mathon comprovanti la provenienza e l’autenticità delle due opere.

ESPOSIZIONI:

1967, Treviso, Arturo Martini, ex Tempio di Santa Caterina, ill. in cat.n. 118.

2000, Milano, Mario Sironi – Arturo Martini, Studio Guastalla Arte Moderna e Contemporanea, ill. in cat. p. 18 e in copertina.

PUBBLICAZIONI:

Giuseppe Mazzotti, Arturo Martini, Treviso, 1967, n.118

PROVENIENZA:

Collezione Mathon.

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