{"id":8320,"date":"2013-05-18T15:47:03","date_gmt":"2013-05-18T13:47:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.guastalla.com\/non-categorizzato\/michelangelo-pistoletto-riflettiamoci\/"},"modified":"2024-07-22T15:16:21","modified_gmt":"2024-07-22T13:16:21","slug":"michelangelo-pistoletto-riflettiamoci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.guastalla.com\/it\/mostre\/michelangelo-pistoletto-riflettiamoci\/","title":{"rendered":"MICHELANGELO PISTOLETTO. Riflettiamoci"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section admin_label=&#8221;section&#8221;]<br \/>\n\t\t\t[et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221;]<br \/>\n\t\t\t\t[et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_text admin_label=&#8221;Text&#8221;]21\/05\/2013 &#8211; 05\/10\/2013<\/p>\n<p>Luogo<br \/>\nStudio Guastalla<br \/>\nVia Senato, 24<br \/>\n20121 Milano<\/p>\n<p>Orari<br \/>\nDal marted\u00ec al sabato<br \/>\n10-13 e 15-19<\/p>\n<p>La mostra presenta una selezione di circa 25 opere, seguendo un percorso cronologico che arriva al presente partendo dal 1962, anno in cui Michelangelo Pistoletto mette a punto la tecnica dei quadri specchianti: una lastra di acciaio inox lucidato a specchio, sulla quale \u00e8 applicata un\u2019immagine ottenuta mediante una tecnica di riporto fotografico, consistente nel ricalcare una fotografia, ingrandita a dimensioni reali, a punta di pennello, su carta velina (a partire dal 1971 la velina dipinta sar\u00e0 sostituita da un processo serigrafico di riproduzione dell\u2019immagine fotografica).<br \/>\n\u201cI quadri specchianti costituiscono il fondamento dell\u2019opera di Pistoletto, sia della sua successiva produzione e attivit\u00e0 artistica, sia della riflessione teorica nella quale egli costantemente ad essi ritorna per approfondirne il significato e svilupparne le implicazioni. Le caratteristiche essenziali, che l\u2019artista stesso individua in essi, sono principalmente: la dimensione del tempo, non soltanto rappresentato, ma realmente presente; l\u2019inclusione nell\u2019opera dello spettatore e dell\u2019ambiente circostante, che ne fanno \u201cl&#8217;autoritratto del mondo\u201d; la congiunzione di coppie di opposte polarit\u00e0 (statico\/dinamico, superficie\/profondit\u00e0, assoluto\/relativo, ecc), costituite e attivate dall&#8217;interazione tra l\u2019immagine di natura fotografica e ci\u00f2 che avviene nello spazio virtuale generato dalla superficie specchiante; la collocazione dei quadri specchianti non pi\u00f9 ad altezza finestra, come tradizionalmente vengono appesi i quadri, bens\u00ec sul pavimento, fa s\u00ec che essi aprano un varco attraverso il quale l&#8217;ambiente in cui sono esposti si prolunga nello spazio virtuale dell&#8217;opera, una porta che mette in comunicazione arte e vita\u201d.<br \/>\nI quadri specchianti sono l\u2019approdo di un processo di formazione in cui Pistoletto si interroga, negli anni \u201950, agli inizi della sua carriera, sul conflitto tra astrazione e figurazione, che all\u2019epoca animava il dibattito sull\u2019arte. Come racconta lo stesso artista, sono due le opere, un dipinto e un film, che lo influenzano in modo determinante: la \u201cFlagellazione\u201d di Piero della Francesca e \u201cL\u2019avventura\u201d di Antonioni, entrambe punto di convergenza tra astrazione e figurazione, sintesi di luce e immagini.<br \/>\nContro il rischio di formalismo di certa arte astratta dell\u2019epoca, Pistoletto sceglie la figura umana, e in particolare l\u2019autoritratto, che gli consente di \u201cesprimere particolari sentimenti e situazioni della condizione umana, ci\u00f2 che per me \u00e8 l\u2019argomento pi\u00f9 vivo e scottante di ogni tempo\u201d (M. Pistoletto, catalogo della mostra Premio Morgan\u2019s Paint, Palazzo dell\u2019Arengo, Rimini 1959).<br \/>\nEd \u00e8 a partire dalla ricerca sul rapporto tra il soggetto e lo spazio circostante, tra figura e sfondo che Pistoletto arriva all\u2019idea delle superfici specchianti.<br \/>\n\u201cTra il 1956 e il 1958 facevo quei ritratti, che col tempo diventarono sempre pi\u00f9 grandi, con un testone sempre pi\u00f9 grande. (\u2026) Successivamente, le teste si sono ristrette per lasciar posto al corpo e allo spazio intorno. In questo tipo di riduzione della figura a dimensione reale sono stato molto coadiuvato dalla mostra di Bacon alla Galatea. Vedendo Bacon ho percepito che il mio problema, il mio dramma erano gi\u00e0 l\u00ec, dichiarati, di un uomo alla ricerca della propria dimensione e del proprio spazio, una gabbia di vetro impenetrabile, in cui l\u2019uomo viveva in uno stato talmente drammatico da essere soffocato, da non aver voce e spazio. Era un uomo bloccato, braccato, malato, distrutto, angosciato, splendidamente dipinto ma, in questo stato, terribilmente isolato (\u2026) Ho continuato la mia ricerca, condensando proprio il mio lavoro sull\u2019uomo, ma cercando di fare il contrario di Bacon: togliere tutta l\u2019espressione e tutto il movimento dalle figure, cos\u00ec da raffreddare la drammaticit\u00e0. (&#8230;) Ho continuato a giocare la mia partita sul rapporto tra la massa di questa persona e il suo fondo, cos\u00ec sono arrivato ai fondi d\u2019oro, ai fondi neri. Facevo fondi che volevano essere luce, da cui la vetrata, o fondi assolutamente automatici ed inespressivi. Erano migliaia di righette oppure erano superfici tipo lineolum, cio\u00e8 fondi decorativi anonimi e da questa anonimit\u00e0 del fondo mi aspettavo di veder accadere qualcosa.\u201d (M. Pistoletto, intervista con G. Celant, in Pistoletto, Electa, Firenze 1984, p 23).<br \/>\n\u201cNel 1960 dipinge alcuni autoritratti in cui si raffigura a dimensioni reali, sempre pi\u00f9 immobile e inespressivo, come un prototipo di comune essere umano, su fondi monocromi in oro, argento e rame. Nel 1961 avviene infine la svolta che porta ai quadri specchianti. Su una tela dipinta di nero stende uno spesso strato di vernice trasparente. Apprestatosi a dipingervi il suo volto, si accorge improvvisamente di potersi specchiare direttamente sulla tela, senza pi\u00f9 bisogno di usare uno specchio per osservarsi\u201d.<br \/>\n\u201cQuando nel 1961, su un fondo nero, verniciato fino a diventare specchiante, ho cominciato a dipingere il mio viso, l\u2019ho visto venirmi incontro, staccandosi nello spazio di un ambiente in cui tutto si muoveva, e ne sono rimasto scioccato. Mi sono anche accorto che non dovevo pi\u00f9 guardarmi in un altro specchio, ma che potevo copiarmi guardandomi direttamente nella tela. Nel quadro successivo girai la figura di spalle, perch\u00e9 ancora gli occhi dipinti erano artificiali, mentre quelli del riflesso apparivano veri come quelli della figura che ora stava sulla superficie del quadro guardando nel quadro. Infatti essa, essendo adesso girata nella mia stessa direzione, possedeva i miei stessi occhi.\u201d (M. Pistoletto, Il rinascimento dell\u2019arte, 1979 &#8211; manoscritto inedito)<br \/>\n\u201cL&#8217;uomo dipinto veniva avanti come vivo nello spazio vivo dell&#8217;ambiente, ma il vero protagonista era il rapporto di istantaneit\u00e0 che si creava tra lo spettatore, il suo riflesso e la figura dipinta, in un movimento sempre \u201cpresente\u201d che concentrava in s\u00e9 il passato e il futuro tanto da far dubitare della loro esistenza: era la dimensione del tempo\u201d (M. Pistoletto, Oggetti in meno, Galleria La Bertesca, Genova 1966)<br \/>\nCon i quadri specchianti Pistoletto raggiunge in breve riconoscimento e successo internazionali, che lo portano a realizzare gi\u00e0 nel corso degli anni Sessanta numerose mostre personali in Europa e negli Stati Uniti (nel 1964 a Parigi, nel 1966 a Minneapolis, nel 1967 Bruxelles, nel 1967 e 1969 a New York, nel 1969 a Rotterdam).<u><span style=\"color: #0000ff;\"><br \/>\n<\/span><\/u><\/p>\n<p>&nbsp;[\/et_pb_text][\/et_pb_column]<br \/>\n\t\t\t[\/et_pb_row]<br \/>\n\t\t[\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>21\/05\/2013 &#8211; 05\/10\/2013 Luogo Studio Guastalla Via Senato, 24 20121 Milano Orari Dal marted\u00ec al sabato 10-13 e 15-19 La mostra presenta una selezione di circa 25 opere, seguendo un percorso cronologico che arriva al presente partendo dal 1962, anno in cui Michelangelo Pistoletto mette a punto la tecnica dei quadri specchianti: una lastra di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":2134,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"21\/05\/2013 - 05\/10\/2013\r\n\r\nLuogo\r\nStudio Guastalla\r\nVia Senato, 24\r\n20121 Milano\r\n\r\nOrari\r\nDal marted\u00ec al sabato\r\n10-13 e 15-19\r\n\r\nLa mostra presenta una selezione di circa 25 opere, seguendo un percorso cronologico che arriva al presente partendo dal 1962, anno in cui Michelangelo Pistoletto mette a punto la tecnica dei quadri specchianti: una lastra di acciaio inox lucidato a specchio, sulla quale \u00e8 applicata un\u2019immagine ottenuta mediante una tecnica di riporto fotografico, consistente nel ricalcare una fotografia, ingrandita a dimensioni reali, a punta di pennello, su carta velina (a partire dal 1971 la velina dipinta sar\u00e0 sostituita da un processo serigrafico di riproduzione dell\u2019immagine fotografica).\r\n\u201cI quadri specchianti costituiscono il fondamento dell\u2019opera di Pistoletto, sia della sua successiva produzione e attivit\u00e0 artistica, sia della riflessione teorica nella quale egli costantemente ad essi ritorna per approfondirne il significato e svilupparne le implicazioni. 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