Schifano, Inventario, Smalto su tela emulsionata, cm 115x160, 1973-74 AR TIF

Schifano – Inventario cm 115×160

Smalto su tela emulsionata
cm 115×160
1973-74

NOTE:
Autentica rilasciata dall’Archivio Generale dell’Opera di Mario Schifano a cura di Monica Schifano N. O1053080705 del 15/07/2008
Firmato sul retro

ESPOSIZIONI:
1975, Firenze, Inventario, Galleria Sangallo di Viale Don Minzoni;
2010, Firenze, Mario Schifano. In diretta, Sangallo ART Station, ill. in cat. pp. 24-25
2019-2020, Milano, Mario Schifano. In Onda TV, Studio Guastalla Arte Moderna e Contemporanea, ill. in cat. pag. 23 e in copertina

PROVENIENZA: Galleria Sangallo di M. Secci, Firenze

Attraverso lo schermo
Con l’inizio degli anni ’70 Schifano avverte le enormi potenzialità della televisione, intuendo un  futuro di immersione in un flusso di immagini provenienti da uno schermo e non dalla realtà.
Nella tela emulsionata che vi presentiamo gli alberi, dai colori innaturali, appaiono dallo spazio del tubo catodico. Schifano continua la sua indagine sul tema del paesaggio attraverso un naturalismo visivo che non è mimesi della natura, ma possente ricostruzione e ridefinizione della realtà attraverso immagini casuali estrapolate e rinominate, quindi ricreate.
In questo periodo di vita claustrale all’interno delle nostre abitazioni ognuno è costretto a compiere la medesima rivoluzione pittorica.
Le finestre sono chiuse e le immagini del mondo esterno non sono più esperite in prima persona ma fornite dai notiziari e dai programmi televisivi.
Necessitiamo quindi di una ridefinizione del mondo circostante attraverso immagini da decodificare e rinominare in una sorta di diario personale che diventa un frame di un puzzle collettivo.

Scopri il video dell’opera (clicca sul link con il tasto destro del mouse e “apri link in un’altra finestra”) https://youtube.com/shorts/PWhGm_Zy7oo?feature=share

Mario Schifano viveva negli anni ’70 a Roma e aveva uno studio molto grande affacciato sul Tevere, ma il paesaggio che arrivava dall’esterno era completamente schermato, perché le finestre venivano tenute costantemente chiuse. Il suo vero paesaggio, come intitola le opere di questi anni, come questa, Paesaggio TV, era quello che veniva trasmesso dagli innumerevoli televisori tenuti accesi 24 ore su 24. Schifano scattava, nei momenti che riteneva più adatti, delle foto, e queste foto venivano poi emulsionate su tele nere su cui vediamo la sagoma del tubo catodico che molti di voi ricorderanno. Le immagini emulsionate venivano poi dipinte con colori acrilici. In un’Italia in cui esistevano ancora solo due canali TV che trasmettevano in orari molto limitati, Schifano aveva già capito che avremmo in futuro vissuto in un flusso ininterrotto di immagini, e questo flusso aveva capito che sarebbe stato il nostro vero paesaggio.

 

Richiedi informazioni sull'opera