Retro d’affiche su tela
cm 24 x 20
1955
NOTE:
Firmato e datato in basso a destra.
Sul retro etichette Patrizia Frigerio, Lecco; Arte Silva S.a.s. di Silva Rocco, Seregno (MI); Miart 2002.
Archiviata presso la Fondazione Mimmo Rotella.
PUBBLICAZIONI:
S. Hunter, Rotella. Decollages 1954–1964, Electa, Milano 1986, p. 104, n° 92, ill.;
G. Celant, Mimmo Rotella. Catalogo ragionato. Volume primo 1944-1961. Tomo II, Skira, Milano, 2016, ill. pag. 549 n°106.
PROVENIENZA:
Galleria Arte Effe, Lecco;
Galleria Arte Silva, Seregno;
Galleria Orler, Favaro Veneto,
Collezione privata, Milano.
Scopri il video dell’opera (clicca sul link con il tasto destro del mouse e “apri link in un’altra finestra”) https://youtube.com/shorts/6iCcWLUXyWo?si=JhjN6DKQwA2Tkm00
Queste due opere di Mimmo Rotella sono un décollage e un rétro d’affiche: entrambe utilizzano manifesti pubblicitari, una il fronte del manifesto, con la parte colorata in evidenza, l’altra invece il retro del manifesto, sottolineando la parte materica. Rotella aveva iniziato, prima a Catanzaro dov’era nato, poi nella Roma del dopoguerra, a dipingere quadri astratti, ma in seguito a un soggiorno negli Stati Uniti aveva la sensazione che il suo lavoro fosse arrivato a un punto morto, che non ci fosse più niente da inventare. E’ la città, con i suoi muri ricoperti negli anni 50 di manifesti pubblicitari, cinematografici, politici, strappati e stratificati, a suggerirgli un nuovo linguaggio, immediato, potente, contemporaneo. I divi del cinema sono i personaggi dei nuovi miti, i prodotti di consumo i nuovi idoli della società di massa. Rotella strappa manifesti dai muri di notte e li utilizza come ready made con cui crea composizioni, o di cui lascia a vista il retro, povero e grezzo come un sacco di Burri. Le sue opere utilizzano le icone contemporanee trasformandole, attraverso lo strappo, in immagini senza tempo.

