Melotti – I pendoli

Acciaio Inox
cm 40 x 15 x 8
1968

NOTE:
Firma punzonata sulla base con numero Cod. 68 [71 ca.] 304 Si;
Autentica dell’artista su fotografia.

TIRATURA:
500 esemplari

ESPOSIZIONI:
1974, Melotti, Galleria d’Arte Il Sole, Bolzano;
1983, Fausto Melotti, Centro d’Arte Santelmo, Salò;
1983, Scheiwiller a Milano 1925-1983. Immagini e documenti, Biblioteca Comunale e Museo di Milano, Milano;
1987, Voglia di scultura, Galleria Gian Ferrari, Milano; 1988, Fausto Melotti, Galleria Il Punto Sette, Busto Arsizio;
2016, Milano, La lune en rodage, Studio Guastalla Arte Moderna e Contemporanea.

PUBBLICAZIONI:
G. Celant, Melotti. Catalogo generale. Tomo primo. Sculture 1929-1972, Electa, Milano, 1994, pag. 213, n. 1968 30;
Gazzetta di Parma, 8 giugno 1976, pag. 9, ripr.;
Bolaffiarte, a. X, n. 93, novembre 1979, pag. 37, ripr.;
Alto Adige Illustrato, 31 gennaio 1981, pag. 38;
Catalogo nazionale della scultura, n. 4, 1980, pag. 193, ripr,;
Bolaffi. Catalogo della scultura italiana, n. 5, 1981, pag. 129, ripr.

PROVENIENZA: Galleria Morone, Milano

Scopri il video dell’opera (clicca sul link con il tasto destro del mouse e “apri link in un’altra finestra”) https://youtube.com/shorts/VTFJNKYIYBs

Il movimento del pendolo
Ritmo musicale, leggerezza, e immaterialità sono le caratteristiche dell’opera di Fausto Melotti, come in questi pendoli, in cui un leggero soffio porta i tre elementi a muoversi in modo impercettibile. Allievo di Adolfo Wildt all’Accademia di Brera, dove aveva come compagno di corso Lucio Fontana, Melotti condivide con i due artisti un’idea mentale dell’arte che sicuramente gli viene anche dai suoi precedenti studi scientifici, e che porterà Italo Calvino a rivelare di essersi ispirato a lui nelle Città Invisibili. È l’equilibrio tra pieno e vuoto, tra stabilità e instabilità, che crea il mistero delle sue opere.

 

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