Tela emulsionata
cm 60 x 73
1973
NOTE:
Autentica dell’artista su fotografia.
L’opera sarà pubblicata sul catalogo ragionato dell’artista.
Scopri il video dell’opera (clicca sul link con il tasto destro del mouse e “apri link in un’altra finestra”) https://youtube.com/shorts/8a3HiX2DIZA?feature=share
Emilio Isgrò cancellare per rivelare
Quando Emilio Isgrò cancella questo manifesto comunale di Milano, nel 1975, i segni neri che vediamo richiamano subito alla memoria la censura che durante il ventennio il regime operava sulle parole e le frasi ritenute pericolose all’interno delle lettere inviate per posta. La cancellatura di Isgrò ha però un significato opposto a quello della censura: non eliminare, ma rivelare. In ogni sua opera cancellata in quegli anni qualche parola rimane leggibile, e l’occhio cerca ciò che è rimasto, lo collega, crea nuovi significati, si interroga sul perché certe parole e non altre.
Tutta l’opera di Isgrò fa riferimento alla cancellatura come operazione di svelamento: le storie rosse, che coprono con una campitura di colore “politicamente simbolico” i nomi dei rivoluzionari e le loro azioni, i particolari ingranditi che, allargando a dismisura un punto di un ritratto di fatto lo cancellano ma ne amplificano la presenza, le vocali o le note estratte, in cui il testo è ridotto a una lettera. Il tutto sempre con la grande ironia attraverso la quale Isgrò disinnesca qualsiasi rischio di deriva ideologica.

