Electric chair #78

Serigrafia su carta velina
cm 90×121
1971

NOTE: Firmato, datato e numerato 230/250 sul retro.
Certificato di autenticità e provenienza della collezione Rosini Gutman N. NA W1553-21 firmato Gianfranco Rosini.

PUBBLICAZIONI: F. Feldman e J. Schellmann, Andy Warhol Prints; Abbeville Press Publisher, New York 1985 (1a edizione); pagg. 47, ill. 78 (un’altra copia illustrata); F. Feldman e J. Schellmann, Andy Warhol Prints; Abbeville Press Publisher, New York 1991 (2a edizione); pp. 51, ill. 78 (un’altra copia illustrata); F. Feldman e J. Schellmann, Andy Warhol Prints: A Catalogue Raisonné 1962-1987, Art Publisher Inc. Association, New York 2003 (4a edizione); pp. 79, ill. II.78 (altra copia illustrata) N. Mattoscio; Warhol e Schifano Tra Pop Art e Classicismo, Museo Imago, Pescara 2021, op. pub. p. 19 e 93, ill. 43 M. Vanni, E. Zannella; Andy Warhol | Serial identity; catalogo della mostra al Museo Maga dal 22/01 al 18/06/2023; Nomos Edizioni, Busto Arsizio, 2023; op. ill. p. 157.

Scopri il video dell’opera (clicca sul link con il tasto destro del mouse e “apri link in un’altra finestra”) https://youtube.com/shorts/ZhqVCquYZ9Y?feature=share

Quella che vedete è la sedia elettrica su cui vennero giustiziati nel ‘53 a New York i coniugi Rosenberg, accusati, in piena guerra fredda, di spionaggio a favore dell’Unione Sovietica, in uno dei casi giudiziari più controversi di tutto il Novecento. La stampa ne pubblicò la foto che Andy Warhol usò poi a partire dal 1963, quando le ultime sentenze capitali vennero eseguite nello stato di New York, in varie tele e serigrafie. Warhol è più famoso per immagini vivaci di personaggi iconici o prodotti di consumo, ma ebbe in realtà sempre un grande interesse per lo sfruttamento delle tragedie da parte dell’informazione di massa, che anestetizza lo spettatore ripetendo all’infinito una foto raccapricciante. Qui la sedia vuota, in attesa della vittima, in una stanza deserta, con colori inquietanti, diventa un memento mori, come nei dipinti della tradizione il teschio aveva la funzione di ricordarci la nostra umana caducità.

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