china su carta intelata
Cm 97×68
1975
NOTE: Firmato, intitolato e datato 1975 sul retro.
Opera registrata presso l’Archivio Emilio Isgrò, Milano, con il n. A55 ed accompagnata da certificato di autenticità rilasciato dall’Archivio Emilio Isgrò, Milano.
L’opera sarà pubblicata sul catalogo ragionato dell’artista.
PROVENIENZA: Collezione privata, Milano.
Scopri il video dell’opera (clicca sul link con il tasto destro del mouse e “apri link in un’altra finestra”) https://youtube.com/shorts/8a3HiX2DIZA?feature=share
Emilio Isgrò cancellare per rivelare
Quando Emilio Isgrò cancella questo manifesto comunale di Milano, nel 1975, i segni neri che vediamo richiamano subito alla memoria la censura che durante il ventennio il regime operava sulle parole e le frasi ritenute pericolose all’interno delle lettere inviate per posta. La cancellatura di Isgrò ha però un significato opposto a quello della censura: non eliminare, ma rivelare. In ogni sua opera cancellata in quegli anni qualche parola rimane leggibile, e l’occhio cerca ciò che è rimasto, lo collega, crea nuovi significati, si interroga sul perché certe parole e non altre.
Tutta l’opera di Isgrò fa riferimento alla cancellatura come operazione di svelamento: le storie rosse, che coprono con una campitura di colore “politicamente simbolico” i nomi dei rivoluzionari e le loro azioni, i particolari ingranditi che, allargando a dismisura un punto di un ritratto di fatto lo cancellano ma ne amplificano la presenza, le vocali o le note estratte, in cui il testo è ridotto a una lettera. Il tutto sempre con la grande ironia attraverso la quale Isgrò disinnesca qualsiasi rischio di deriva ideologica.

