Spazio elastico

elastici e tecnica mista su tavola
cm 30×30
1976

NOTE:
Firmato, datato e titolato sul retro.
Opera accompagnata da certificato di autenticità e archiviazione de Archivio Gianni Colombo n. 1440 del 21/11/2023 a firma Marco Scotini, Luciano Pizzagalli e Roberto Casiraghi.

Scopri il video dell’opera (clicca sul link con il tasto destro del mouse e “apri link in un’altra finestra”) https://youtube.com/shorts/-TQR6UnaziU?feature=share

Quest’opera di Gianni Colombo è uno spazio elastico. Come vedete vicini alle linee geometriche dipinte ci sono degli elastici che non sono sovrapposti alle linee, fissati sul retro in questo modo, che creano una sorta di tridimensionalità. Il vetro che protegge l’opera non ci consente di muovere gli elastici, ma questa sarebbe l’idea dell’artista: un’opera, elastica appunto, modificabile. Siamo all’epoca in una Milano in continuo fermento, dove la ricostruzione dopo i bombardamenti cambia continuamente gli spazi intorno alle persone. Il mondo intero è in mutamento, i primi razzi vengono lanciati nello spazio, il futuro offre orizzonti inaspettati. Andando oltre l’idea di rappresentare la realtà, l’arte coglie lo spaesamento e la perdita di sicurezze percettive, la sensazione di un ambiente in trasformazione.
Nel 1968 Colombo vince il premio della Biennale di Venezia per lo Spazio elastico, un ambiente al cui interno il movimento degli elastici visto attraverso la luce di Wood crea sorprendenti effetti di disorientamento spaziale nello spettatore che diventa attore dell’opera. L’arte, come la tecnologia, è proiettata nel futuro.

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