Ali Hassoun CROSSOVER

10/02/2017 - 08/04/2017

Luogo
Studio Guastalla Arte Moderna e Contemporanea
Via Senato, 24
Milano

Orari
10.13 15.19 escluso lunedì e festivi.
Inaugurazione giovedì 9 febbraio ore 18

Studio Guastalla presenta con  CROSSOVER   circa trenta opere recenti di Ali Hassoun, coloratissime tele e acquerelli in cui l’artista italo-libanese approfondisce la ricerca che da ormai vent’anni conduce sul tema del nomadismo, della contaminazione, delle identità multiple, della compresenza e simultaneità di mondi diversi in una stessa realtà. Le diverse anime che si intrecciano in Hassoun, nato a Sidone e approdato vent’anni fa a Milano dopo gli studi e una lunga permanenza in Toscana, tra Firenze e Siena, affascinato dall’Africa dove abitano alcuni dei suoi familiari, si rifrangono e ricompongono nei suoi quadri come in un gioco di specchi, di rimandi. Hassoun attraversa continuamente una frontiera nei suoi dipinti: le sue donne africane, le sue famiglie in fuga, i suoi funamboli si stagliano sullo sfondo di una galleria di dipinti che spaziano da Andy Warhol a Capogrossi, da Picasso a Michelangelo. L’identità di Hassoun si plasma in un continuo spaesamento di tempo e di luogo, di personaggi che si riflettono e osservano e agiscono in mondi non loro, scavalcando i limiti temporali, mescolando  e stratificando riferimenti visivi e culturali. Come ha sottolineato Martina Corgnati nel saggio critico di corredo al catalogo della mostra del 2010 al Palazzo Pubblico di Siena (“Alla confluenza dei due mari”), è attraversando la frontiera tra oriente e occidente, ritrovandosi come un pesce fuor d’acqua, che Ali Hassoun si è dovuto interrogare sulla sua identità, osservandola in controluce, come in filigrana, per capirne il nucleo, in cui si intrecciano e stratificano elementi diversi. E’ così che l’identità araba è potuta maturare, portando alla luce non gli elementi più scontati, ideologici, superficiali, ma la struttura profonda. I dipinti di Hassoun sono come racconti per immagini che riprendono le forme narrative della letteratura araba: le storie che rimandano ad altre storie come in un gioco di scatole cinesi; la figura del viandante ( l’Alessandrino dei racconti "Maqamat" di Hamadani), che si travestiva per svelare solo alla fine i suoi stratagemmi narrativi, fingendo di accompagnarsi a poeti in realtà vissuti in epoche passate. Nei dipinti di Hassoun la sua fantasmagorica galleria di immagini tratte dall’arte occidentale si intreccia alle figure di donne africane contemporanee o ai personaggi in continua migrazione che ci introducono, proprio come il viandante dei racconti, in un mondo sfaccettato e polimorfo. Nelle opere più recenti icone travestite da altre icone svelano significati nascosti attraverso sottili ironie, come Van Gogh con il basco di Che Guevara, o una moderna Giuditta con il volto di Amy Whinehouse che taglia la testa di un Oloferne-Cattelan. L’effetto pop di questi intrecci e mescolanze è quello che tutti noi abbiamo sotto gli occhi in qualunque parte di mondo ci veniamo a trovare: insegne di catene di fast-food accanto a monumenti del Rinascimento, pannelli luminosi che si accendono all’improvviso alle porte di città remote e polverose in estremo oriente, folle disordinate che si accalcano, forse alle frontiere che cercano di attraversare, ma forse per partecipare a un evento culturale iperpubblicizzato, finte città italiane ricreate senza crepe nel deserto americano  o primitivi che in realtà sono vip trasportati su isole da reality. Nelle ultime opere Hassoun sembra  alludere, con un sorriso, a questi continui spaesamenti.

Catalogo della mostra
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