MARIO SIRONI E ARTURO MARTINI

23/11/2000 - 17/01/2001

Studio Guastalla

Via Senato, 24 20121, Milano


Orari
Dal martedì al sabato

ore 10.00-12.30 e 15.30-19.00


Mario Sironi e Arturo Martini condividono, tra gli anni Trenta e Quaranta del Novecento, l'idea di un'arte nuova, che superi i limiti dell'individuo e della sua percezione, che faccia rivivere la monumentalità antica in opere sintetiche, concentrate e possenti, in accordo con l'architettura. La ricerca della struttura originaria dell'arte antica deve portare, per i due artisti, a ritrovare il significato primo dell'arte: quello di strumento di crescita spirituale e collettiva, superando qualsiasi forma di romanticismo e di individualismo. Nel Manifesto della pittura murale Sironi scrive che attraverso questo tipo di pittura "l'arte tornerà a essere quello che fu nei suoi periodi più alti e in seno alle più alte civiltà: un perfetto strumento di governo spirituale". "Il romanticismo è il fenomeno per morire pieni di rimorsi, inesauribili come sono i dolori umani. L'opera classica è la beatitudine, la conversazione con Dio", confida Martini nei colloqui con l'amico Gino Scarpa. Le fonti di Sironi e di Martini, in quegli anni, non sono solo classiche: tutto il patrimonio dell'arte italica diventa motivo d'ispirazione, dalle sculture etrusche ai marmi ravennati, ai rilievi e alle statue delle chiese romaniche. La terracotta, materiale povero che Martini preferisce al bronzo e al marmo, ha una tradizione antica, che risale ai maestri comacini e arriva fino al Rinascimento. Composizioni pittoriche a fregio, paratattiche, come nelle metope dei fregi antichi, e sculture essenziali e compatte: le opere esposte in questa mostra, e gli scritti di entrambi, di cui pubblichiamo in questo catalogo qualche estratto, sottolineano la comune ricerca di un'arte arcaica e monumentale


Catalogo della mostra

Opere
Artisti
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