Piero Gilardi - ACQUA VIRTUALE

11/10/2001 - 29/11/2001

Studio Guastalla, Via Senato 24, 20121 Milano

Orari
Dal martedì al sabato

10-13 e 15-19


La mostra, che nasce da un progetto di Piero Gilardi realizzato espressamente per la galleria Guastalla Arte Moderna e  Contemporanea di Livorno e per lo Studio Guastalla Arte Moderna e Contemporanea di Milano, propone una narrazione attorno al tema dell’acqua, attraverso un’installazione interattiva e una serie di tappeti-natura.
L’acqua è allusa nei frammenti di spiaggia, riecheggiata nei ciottoli levigati dalle onde, evocata dal ciclo naturale dei fiori e dei frutti.
L’acqua possiede una grande forza evocativa nel nostro immaginario: accompagna la nascita e la rinascita, come ci dice la psicoanalisi, scarica e purifica le energie negative come ci suggerisce il Tao, incarna l’eros – quando non anche il Thanatos – nelle metafore del paesaggio naturale e dei suoi flussi.
L’artista ci invita ad ascoltarla mentre percorriamo questa mostra con lo sguardo; a immaginare il suono ritmico della risacca, lo sciacquio tra gli scogli, le gocce battenti sulle foglie.                                                    


L’installazione interattiva LIQUID BREATH, progettata per la mostra Acqua Virtuale sarà presentata, contemporaneamente alla personale presso lo Studio Guastalla, dal 17 ottobre al 3 dicembre alla Triennale  di Milano, nell’ambito di Media Connections, a cura di Gianni Romano.




I TAPPETI NATURA
DI PIERO GILARDI





Piero Gilardi realizza i primi tappeti natura a partire dagli anni sessanta del novecento. Costruiti in poliuretano espanso, un materiale artificiale indeformabile, i tappeti natura appaiono a prima vista come una sorta di trompe l’oeil: le forme naturali – vegetali, animali, minerali – sembrano quasi più realistiche di ciò che imitano, tanto che siamo indotti ad avvicinarci e a toccarli, per verificare che si tratta di oggetti.
L’artista prende atto di un mutamento fondamentale nel nostro modo di percepire la natura, come un fenomeno tecnologico e urbano, che portiamo ovunque con noi, con tutti i nostri metodi più efficienti e più veloci di comunicazione.
I tappeti natura ci mettono di fronte al paradosso di questa natura: sono un richiamo all’idea più “naturale” del mondo che ci circonda: spiagge, campi fioriti,  foglie, alberi, conchiglie,  ma la loro bellezza è palesemente artificiale. Sono oggetti sostitutivi, che l’artista pensa perché vengano usati: non solo appesi alle pareti, ma distesi per terra, come veri tappeti.
Mentre, contemporaneamente, l’arte pop mette in scena gli idoli del consumismo, Gilardi proietta nell’artificiale i bisogni primari dell’individuo. Il suo entusiasmo per la tecnologia e per il futuro lo porta a creare oggetti che sono il simbolo del conflitto moderno tra natura e cultura.
In una realtà dominata da un contrasto sempre più stridente tra natura e artificio, in cui le biotecnologie stanno trasformando radicalmente il nostro concetto di “spontaneità” della natura, i tappeti natura di Gilardi risultano di stringente attualità.




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