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Jannis Kounellis

biografia

PIREO (GRECIA) 1936 - ROMA 2017

Jannis Kounèllis, è stato pittore e scultore greco naturalizzato italiano, fin dagli anni sessanta esponente di primo piano dell'arte povera, staccandosi  dal figurativismo pop. 
Col passaggio agli anni settanta  Kounellis perdendo l'entusiasmo nei confronti delle potenzialità innovative dell'arte povera, inghiottita suo malgrado dalle dinamiche commerciali della società dei consumi presidiate dagli spazi tradizionali di fruizione come musei e gallerie, carica i propri lavori di una pesantezza diversa, più decisamente orientata verso un'arte dell'evento e del comportamento. Tale sentimento viene espresso dalla famosa porta chiusa con delle pietre presentata per la prima volta a San Benedetto del Tronto e quindi nel corso degli anni, con significative variazioni strutturali dense di significati poetici: a Roma, Mönchengladbach, Baden-Baden, Londra, Colonia. Nel 1972 Kounellis partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia. 
A partire dagli anni Ottanta le sue opere, che spesso recuperano frammenti e oggetti antichi, evocano la nostalgia di un mondo arcaico e simbolico-mitologico. 
Negli anni più recenti l'arte di Kounellis sviluppa un profilo virtuosamente manieristico e, riprendendo temi e suggestioni che l'avevano caratterizzata in precedenza con uno spirito più meditativo, diventa capace di interpretare con una rinnovata consapevolezza la primitiva propensione all'enfasi monumentale.
Nel 1995, in piazza Plebiscito a Napoli installa, montandole su di un tabellone metallico, delle bombole a gas con tubi a cannella. 
Negli anni 2000 continuano le grandi mostre in Sud America, come quelle in Argentina e Uruguay. Nel 2002, l'artista ripropone l'installazione dei cavalli alla Whitechapel di Londra e, poco dopo, alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma costruisce un enorme labirinto di lamiera lungo il quale pone, quasi fossero altrettanti approdi, gli elementi tradizionali della sua arte, come le carboniere, le cotoniere, i sacchi di iuta e i cumuli di pietre. Dei suoi lavori successivi, menzione particolare merita la Porta dell'orto monastico della basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma; nel 2011 hanno suscitato ampio dibattito i suoi sette Sudari proposti da A. Fendi nel Padiglione Italia della Biennale di Venezia, mentre è datata al 2016 l'installazione realizzata per il Centro arti visive Pescheria di Pesaro, fortemente allusiva alla realtà industriale del luogo.