Sebastian MATTA

Biografia
Sebastian MATTA
SANTIAGO DEL CILE (CILE) 1911 - CIVITAVECCHIA 2002


Roberto Sebastian Matta
nacque a Santiago del Cile nel 1911 da una famiglia di origini spagnole, basche e francesi. Dopo gli studi in architettura, nel 1934 si trasferì a Parigi, dove lavorò con Le Corbusier ed entrò in contatto con intellettuali come Rafael Alberti e Federico García Lorca. Conobbe André Breton e Salvador Dalí e aderì al surrealismo, elaborando una pittura incentrata su morfologie psicologiche. Di lui nel 1944 Breton scrisse: “Matta è colui che maggiormente tien fede alla propria stella, che è forse sulla strada migliore per arrivare al segreto supremo: il controllo del fuoco”. Matta visse costantemente in movimento, dalla Scandinavia, dove conobbe Alvar Aalto, a Londra, dove incontrò Henry Moore, Roland Penrose e René Magritte. A Venezia conobbe de Chirico.
All'inizio della Seconda Guerra Mondiale fuggì a New York assieme a molti altri artisti d'avanguardia. Qui esercitò una decisiva influenza su alcuni giovani artisti come Jackson Pollock e Arshile Gorky. Proprio a causa del rapporto con Gorky venne allontanato dal gruppo surrealista (in cui però fu successivamente riammesso), accusato di averne indirettamente provocato il suicidio a causa della sua relazione con la moglie del pittore armeno. Trasferitosi a Roma nel 1949, diventerà un importante punto di raccordo tra l'espressionismo astratto e il nascente astrattismo italiano. Lasciata Roma nel 1954, si trasferì a Parigi, mantenendo uno stretto legame con l'Italia. Nel 1956 realizzò una pittura murale per il palazzo dell’UNESCO a Parigi. L’anno dopo il Museum of Modem Art di New York gli dedicò un’importante retrospettiva, successivamente presentata all’Institute of Contemporary Art di Boston e al Walker Art Center di Minneapolis. Dagli anni sessanta elesse Tarquinia come sua residenza parallela, stabilendosi in un ex convento dei frati Passionisti.
Espose alla Biennale di San Paolo nel 1962, a Berlino nel 1970 e ad Hannover nel 1974. Dopo aver lasciato il Cile nel 1934, Matta vi fece ritorno solo in occasione della vittoria elettorale di Salvador Allende e dell'Unidad Popular nel 1970.
In quell'epoca guidò un gruppo di muralisti - le Brigate Ramona Parra - che dipingevano sui muri i motivi del programma economico e sociale di Allende.
In seguito al golpe di Augusto Pinochet, nel 1973, l'artista fu dichiarato "persona non grata" e fu inserito in una lista nera. Il pittore decise allora di diventare cittadino francese.
Tra il 1973 e il 1976 progettò e costruì, con il pittore e scultore Bruno Elisei, l'Autoapocalipse, una casa edificata riciclando vecchie automobili, come provocazione contro il consumismo. I primi due moduli vennero esposti per la prima volta a Tarquinia (Chiesa di S. Maria in Castello) ed a Napoli (Campi Flegrei); una volta ultimati i tre moduli venne esposta a Bologna (Galleria d'arte moderna), Terni (piazza del Comune), La Spezia (centro Allende), Firenze (rampe di San Niccolò-Forte Belvedere). Nel 1985 il Centre Georges Pompidou di Parigi gli dedicò una grande retrospettiva, e nello stesso anno Chris Marker realizzò un documentario sull’artista, Matta '85.
Nei primi anni Novanta, Matta progettò una serie di cinque obelischi-totem-antenne, alti 10 metri e realizzati in metallo, che chiamò Cosmo-Now, con l'intento di installarli in ciascuno dei continenti quale simbolo di concordia e di pace planetaria; la locazione scelta per l'Europa era la località italiana di Gubbio, legata a Francesco d'Assisi.
Le sue opere sono esposte nei più importanti musei del mondo (Londra, New York, Venezia, Chicago, Roma, Washington, Parigi, Tokyo).
L’artista morì a Civitavecchia, Roma, nel 2002.
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